La Piccola Indianapolis.

Capita che una sera ti imbatti in un articolo di giornale che ti svela una memoria di cui sapevi poco o niente, nonostante sei nato e cresciuto a Modena, proprio a pochi passi dal Parco Ferrari…e allora inizi a cercare altre informazioni e testimonianze.
“La piccola Indianapolis. Storie di uomini e di moto ” è nato così e narra quella che fu la “piazza” di prova, di gara, di socializzazione e di mostra degli sviluppi tecnici tra gli anni 50 e gli anni 70: l’Aerautodromo di Modena.
Un luogo spettacolare, a pochi passi dalla Ghirlandina, strano e unico perché da ogni punto in cui si trovasse lo spettatore poteva seguire tutta la gara. Un luogo che purtroppo non esiste più. L’Aerautodromo di Modena non è stato semplicemente un circuito di gare automobilistiche e motociclistiche, ma fulcro di quell’economia fatta di piccoli artigiani divenuti poi colossi industriali del nostro territorio che oggi chiamiamo Motor Valley. Ed è stato anche l’emblema di tanti cittadini che nel dopoguerra hanno avuto il circuito come punto di ritrovo, dove iniziative, eventi, competizioni erano valvola di sfogo e di stimolo per una città che, in un difficile dopoguerra, era pronta a rinascere.

Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, la gara di Modena interrompeva il lungo riposo invernale e vedeva la giornata animarsi delle gare delle diverse cilindrate. Una data così importante che attirava numerosi campioni stranieri e così sul circuito si potevano guardare sfrecciare i campioni italiani Agostini, Villa, Pasolini, Lusuardi confrontarsi con Saarinen, Lansivuori, Read, Hailwood, Andersson e tanti altri noti nomi.

Negli occhi di tanti ragazzini è nata la passione, la voglia di competere, di costruire e di innovare.
Con “La Piccola Indianapolis” si racconta una storia collettiva a più voci, durata quasi un quarto di secolo.

Quello che era il circuito, oggi è un bellissimo parco, il parco Ferrari, negli ultimi anni meglio conosciuto come Modena Park, grazie ad un evento da record che ha riportato in auge quest’area che un tempo era il lustro della città.

Un film di Fabio Fasulo e Francesca Mignardi
Regia Fabio Fasulo
Una produzione Frame at work

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